mercoledì 8 febbraio 2017

Livelli di vita - Julian Barnes | Recensione



Livelli di vita è un libro breve ma intenso, si legge velocemente ma lascia sensazioni durature. 

Mi è bastato leggere la quarta di copertina per innamorarmi del libro:

"Questa è una storia d'aria (palloni aerostatici, levità, frontiere) e una storia di terra (zavorre, schermaglie, routine). Ed è una storia di precipizi, di cadute e barbari strappi. Questa, in una parola, è un'invincibile storia d'amore."
Le tre parti sono collegate da precisi richiami, metafore e immagini sul tema del volo. Il libro è una sorta di diario in cui l'autore esprime sentimenti e pensieri riguardo la perdita della persona amata e cosa significa superare il lutto, se ciò è possibile. 
Il percorso narrativo procede verso il basso, segue un percorso inverso rispetto al tema del volo, che è invece un moto ascendente. Ogni capitolo è strutturato in modo diverso:
  • Il primo descrive lo sviluppo storico-tecnologico dei palloni aerostatici e del volo, i progressi e le teorie. Si tratta di non fiction ma la particolarità sta nell’ironia con cui si parla dell’aviazione, non è mai nozionistico, tutto è raccontato grazie alla vivace descrizione dei personaggi, tre leggendari pionieri ottocenteschi. E' molto interessante la figura del fotografo Nadar e il binomio fotografia-aviazione. 
  • La seconda parte è più narrativa, è il racconto della storia d’amore tra Sarah Bernhardt e Fred Burnaby. 
  • Il tono diventa poi introspettivo nella terza ed ultima parte, una sorta di diario in cui Julian Barnes parla del suo dolore e di cosa significhi superare il lutto. Lo fa con parole semplici, genuine ma che portano con sé l’intensità di un sentimento vero. Questo memoir ha una forza intrinseca che esplode pagina dopo pagina, è la forza dell’amore.

Il filo conduttore è il tema del volo. L'uomo è animato dal desiderio di elevarsi e da sempre aspira all'altezza, vive guardando in alto ma vuole essere egli stesso in alto per poter guardare in basso e percepire la proiezione di sé. Volare è come liberarsi, tendere alla sovranità della propria vita per poterla guardare dall'alto, è come vedere l'ombra della propria mongolfiera su una nuvola e quindi capire che si è nel cielo, nel vuoto, nell'aria e avere una propria consistenza che è al di sopra della vita quotidiana. Bisogna sempre però tornare alla vita quotidiana, stare con i piedi per terra. Per questo siamo condannati a perdere quota mentre in realtà aspiriamo ad elevarci. Questo tema è una metafora sia della vita che dell'amore perché come per poter volare in mongolfiera bisogna liberarsi delle zavorre allo stesso modo nella vita, e ancor di più nell'amore, dobbiamo liberarci dei nostri pesi, preoccupazioni, dai paletti che noi stessi mettiamo, per poter raggiungere quello che desideriamo. 
"Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia" 
Tutti siamo diversi e due opposti possono creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non c'è mai stato. Barnes procede per contrasti, mette insieme gli opposti: il cielo e la terra, la dimensione orizzontale e quella verticale, l'uomo e il mondo, la fotografia e il soggetto reale, la vita e la morte, l'io e gli altri. La vita, l'amore e il volo sono fatti di contrasti, di discese e ascese, liberazione ma anche salite e cadute, dipende tutto dalla nostra volontà.


Ciò che ho apprezzato di più in questo libro è la visione dell'amore e la verità con cui questo sentimento viene descritto. Barnes ci parla di condivisione, del senso di essere qualcosa insieme, in due, dell'importanza di mettere insieme due cose che insieme non sono mai state. Quando una delle due viene meno ci si ritrova a dover fronteggiare il dolore. Passiamo una vita a cercare di elevarci ma poi non sappiamo come evitare di precipitare, come continuare, ricordare, sopravvivere a una perdita di quota. Mi ritrovo molto nella visione dell'amore secondo Julian Barnes, egli racconta di come sia fondamentale raccontarsi, vivere di gesti quotidiani e viaggiare insieme, condividere. Dopo la morte della moglie infatti si sente smarrito, senza una meta, come una mongolfiera in balia del vento. Può raggiungere qualsiasi obiettivo ma se non può più raccontarlo a sua moglie è come non averlo mai raggiunto. E' una cosa che mi ha provocato dolore anche solo leggendola perché è estremamente vera. Parlare con la persona amata dei propri sogni, delle proprie aspettative, dei propri obiettivi è importante. Quando si raggiungono, poterli raccontare li rende ancora più veri. All'autore mancano anche i piccoli gesti quotidiani, tendiamo a sottovalutarli, li diamo per scontati ma è proprio nel momento in cui vengono meno che ci rendiamo conto di quanto siano importanti. 
L'amore si fonda proprio su questo, è un percorso che si fa mano nella mano, si condividono livelli di vita.

Valutazione:

2 commenti:

  1. Bellissima recensione e libro stimolante..per me parlare di sentimenti non è mai banale!

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  2. Mi sembra un romanzo molto particolare e ne hai fatto un'analisi accurata. È interessante la metafora volo-vita. Sicuramente merita un posto in libreria anche solo per la splendida cover, semplice ma d'effetto. Complimenti per la foto! :)

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